Tu, la tua presenza, che l’universo intero adombra, anima che il mondo trasfigura. Tu che insegni amore alla natura. Ma nessuno come la creatura umana possiede la capacità di apprendere l’amore con l’Amore: nessuno come l’uomo! E’ per tua grazia che il cuore dell’uomo quando ama, una sete d’infinito, di eterno, lo consuma: di assoluto! Padre Davide Maria Turoldo

01/02/10

Una Luce per non dimenticare! 2 Febbraio 2010: La Giornata Mondiale della Vita Consacrata!





"Guidami, dolce Luce
attraverso le tenebre che mi avvolgono.
Guidami tu, sempre più avanti!
Nera è la notte, lontana è la casa:
guidami tu, sempre più avanti!
Reggi i miei passi:
cose lontane non voglio vedere:
mi basta un passo alla volta.
Così non sono stato sempre, né sempre ti pregai
affinché tu mi conducessi sempre più avanti.
Amavo scegliere la mia strada,
ma ora, guidami tu, sempre più avanti!
Sempre mi benedisse la tua potenza:
anche oggi sicuramente
saprà condurmi sempre più avanti:
tra paludi e steppe,
per monti ripidi e abissi di torrenti
finché svanisca la notte e al mattino mi sorridano
quei volti d‘angelo amati a lungo un tempo
e per il momento smarriti.
Guidami, dolce Luce, guidami tu,
sempre più avanti!"
(Card. Newmann)

Ho ricevuto una testimonianza dalle mie consorelle di Haiti ed ho pensato di condividerla perchè la vita religiosa è anche questa:  in ogni parte del mondo, insieme, nella gioia e nel dolore, perchè Cristo è Risorto e risorgerà  sempre nella vita di ogni uomo, di ogni donna e bambino e la Sua Luce ci accompagnerà un giorno nella Sua Casa dove sarà asciugata ogni lacrima per sempre. 
Chers Pères, Chers Sœurs, Chers amis,

Beaucoup de communautés et de personnes demandent de nos nouvelles.  Jusqu’à aujourd’hui, nous n’étions pas en mesure d’accéder à internet par absence d’électricité. Grâce à une génératrice, nous avons un peu de courant électrique.

Voici un petit résumé de ce que nous avons vécu :

Mardi 12 janvier – 4h53: nous venions de terminer l’Office de Vêpres et nous nous apprêtions à l’oraison quand soudain, le chœur s’est mis à trembler violemment et nous avons été projetées vers la porte d’entrée.  Nous sommes tombées au pied d’une photo d’Elisabeth.  Le sanctuaire est resté intact, ainsi que l’autel.  En rampant, nous avons traversé la bibliothèque et de là, nous sommes sortie sur la cour de l’accueil. Le Monastère tanguait et la cloche s’est mise à sonner toute seule; le bruit était assourdissant.  A ce moment-là nos voisins affolés sont venus nous rejoindre : plusieurs bébés, des vieillards, nous nous serrions les uns contre les autres… car il y avait des répliques assez rapprochées. Tout le monde priait et appelait Jésus et la Vierge Marie.  Plus tard, des personnes nous ont informées que beaucoup de maisons s’étaient écroulées, ensevelissant leurs occupants.  Notre quartier est quasi dévasté.  Les deux communautés voisines (Les Frères de l’Instruction Chrétienne et les Sœurs de la Charité de Sainte Hyacinthe) n’ont plus de maison et deux frères ont été ensevelis sous les décombres.  Plus tard encore, nous avons appris que Port-au-Prince était détruite et que des milliers de personnes avaient perdu la vie. Toutes les communications étaient coupées; l’angoisse était terrible pour les personnes qui étaient avec nous, ne sachant où étaient leurs proches et nous, nos familles, nos amis. Nous avons passé la nuit à prier car la terre tremblait toujours.  Au matin, nous avons constaté que le Monastère était debout : un miracle! Elisabeth de la Trinité, dont notre chapelle est la première église qui lui a été consacrée il y a 25 ans, et la petite Thérèse n’ont pas bougé de leurs cadres.  Dans la matinée, la propriété que nous partageons avec les frères s’est remplie de cinq mille (5,000) personnes, incluant 500 enfants qui avaient tout perdu.   Il a fallu organiser leur hébergement, un peu de nourriture, etc. Ils y sont depuis…

Nous avons accueilli des enfants qui dorment avec nous dans la cours de l’accueil, sous une tente, car personne n’entre dans les maisons, jusqu’à ce que tout risque de répliques soit écarté. Beaucoup nous demandent comment se porte le monastère : quelques fissures devront être colmatées et la toiture en poutres et en tôles devra subir des réparations.  Des armoires sont tombées, mais ce n’est absolument rien devant le désastre sans nom constaté dans tous les quartiers.

Nous avons perdu notre Archevêque, Monseigneur Joseph Serge Miot, son Vicaire général, Monseigneur Charles Benoit, un ami de la communauté depuis 36 ans; le Père Jean-Claude Lespinasse, Délégué Episcopal auprès du Carmel. L’Eglise a payé un lourd tribut. Beaucoup d’amis très chers, des habitués de la chapelle ont également péri.

On nous demande comment nous aider, le plus simple est de passer par le Secrétariat Général des Missions OCD qui a ouvert un compte pour Haïti.

Un immense merci à vous tous pour vos prières, s’il vous plait, continuez-les pour notre pays, pour notre Eglise. Merci aussi pour l’intérêt que vous nous manifestez. Nous sommes vraiment très touchées et émues. Merci, merci, merci.

Vos Sœurs d’Haïti"

28/01/10

Continuare a conoscersi!


"Io che attraverso semplicemente il tempo
come potrei conoscerTi?
Tu l'Essere
che nessun sole ha visto nascere
Tu il cui nome è IO SONO!
Tu, Colui che è
prima di ogni inizio.
Ombra
gioco della Luce
il sole cancella
il chiarore della lampada.
Rivolgi verso di Te
il mio essere effimero
allora io conoscerò
nella Tua luce il mio nulla
nel mio nulla, o Padre
il Tuo amore!"  ( J.Vuaillat, Sentieri)

Ciao! Domenica prossima nella nostra parrocchia alcuni ragazzi riceveranno il sacramento della Cresima. Ed io voglio dedicare a loro queste righe. Spesso i genitori e i catechisti vengono al monastero a chiederci preghiere perchè...dopo lo Spirito c'è la fuga a gambe levate dalla chiesa, dal rapporto con il Signore, dall'amicizia con gli stessi educatori, ci sono le scelte della libertà finalmente conquistata: ora non sono più obbligato ad andare al catechismo, ora posso andarmene in giro con gli amici senza che i miei genitori e il prete...mi assillino con le loro prediche! Beh, confesso che l'ho fatto anch'io...a suo tempo! Credo che questa sia la cosa più normale che accada ad un giovane quando un rapporto così importante è vissuto come un qualcosa di imposto, come un obbligo morale da raggiungere a tutti i costi, anche se solo per la faccia da esporre ai giudizi vari di parenti, amici e conoscenti. Ma quanto si può dire di aver conosciuto il Signore negli anni della nostra giovinezza e adolescenza, quante esperienze e testimonianze hanno davvero inciso profondamente in noi da farci ritrovare la strada di una Casa ...dopo la fuga? Nella vita di ciascuno di noi, quando nasce un rapporto importante con qualcuno, anche se poi ci sono momenti di buio, di sofferenza e di incomprensione, resta sempre un qualcosa che ci appartiene, che in fondo al nostro cuore ci parla ancora anche a distanza di tantissimi anni. Forse il nostro rapporto con Dio è stato importante, non solo nei giorni in cui abbiamo ricevuto i sacramenti, non solo nel giorno in cui abbiamo fatto una festa o abbiamo scritto, magari ad una zia monaca, con entusiasmo e speranza,  la nostra volontà di volere essere cristiani autentici, di voler testimoniare a qualunque costo la nostra fede, ma è stato importante anche nel momento del dolore profondo che improvvisamente è apparso nella nosta vita per qualcosa o qualcuno che ti è mancato in pochi istanti, forse è stato importante quando  hai toccato il fondo con delle esperienze sballate che ti hanno buttato nell'angoscia e nella solitudine più nera, forse è stato importante quando hai dovuto ingoiare le lacrime per la rabbia di vedere che solo i furbi, i compromessi, i violenti, hanno le porte aperte davanti a loro quando tu macini fatica e sacrifici ogni giorno per realizzare almeno un piccolo sogno dei tanti che ti sono nati in cuore ! Si, perchè in quel preciso momento abbiamo urlato contro di lui, gli abbiamo chiesto i nostri infiniti perchè, abbiamo finalmente capito che se c'era un Dio, questo poteva essere solo una Persona e non tante chiacchiere o tante formule, qualcuno  che poteva sentirti, che poteva accogliere le tue lacrime, che poteva ascoltare la tua angoscia e la tua disperazione standoti accanto come nessun altro poteva fare.  Spesso nella vita l'esperienza che noi facciamo dentro noi stessi del nostro rapporto con Dio passa in modo prepotente da questa strada e quando sembra che niente cambi nel sentirlo accanto o nel farne tranquillamente a meno ci rendiamo conto che la nostalgia e il bisogno di... conoscerlo ci appartiene e niente e nessuno potrà cancellarlo.  E' per questo che un fiore in primavera ci apre alla gioia di un inverno lasciato alle spalle, è per questo che gli occhi di un bambino ci riempiono il cuore di pace, ed è per questo che un rapporto vero d'amicizia con gli altri , inevitabilmente ti parla di Lui. Ciao!

25/12/09

Vieni Signore a portare il sorriso di Dio all'uomo, alle donne e soprattutto ai bambini!

          Ieri sera, alla fine della Celebrazione Eucaristica, dopo lo scambio degli auguri con le mie sorelle e una veloce sosta tra gli innumerevoli presepi preparati con fatica e con gioia in ogni angolo della casa da noi tutte,  sono venuta al computer e ho trovato gli auguri di tanti di voi e di amici e parenti. Tra questi c'era ...Angela, la mia splendida sorella che con l'aiuto e la  complicità dell'altra sorella, mi mandava i suoi auguri quasi in diretta! Sono rimasta senza parole davanti al suo sorriso! Ho pensato al sorriso di Dio, quando è nato il suo Figlio ! Ho pensato al sorriso di Dio quando ha incontrato gli occhi di quel piccolo bimbo e l'ha guardato con infinita tenerezza tra le braccia di Maria! Ho pensato a tutte quelle volte che ci è capitato nella vita di restare senza parole davanti  al mistero, davanti a qualcosa che ti riempie di gioia per la sua bellezza perchè il suo esistere ti appartiene profondamente. E' l'esperienza che ancora una volta ho fatto in questi giorni che hanno preceduto il nostro Natale con il dono della splendida nevicata che per due giorni ha riempito di gioia la nostra vita nonostante il disagio del freddo. E' l'esperienza che ho fatto con il dono della nascita di Ireneo e Matteo, due splendidi bimbi, amati, attesi, accolti dentro la culla dell'amore dei loro genitori e che fanno parte in diverso modo della mia famiglia d'origine. Ho pensato al bisogno che abbiamo tutti di incontrare un sorriso, quando sentiamo il peso forte della nostra dolorosa quotidianità fatta spesso di terribili sofferenze fisiche o morali. Ho pensato alla nausea opprimente che ci attanaglia a volte nell'apprendere certi fatti di cronaca al punto da restare con il fiato sospeso per la paura che un tale abisso di male non conosca più nessun limite e al bisogno che noi tutti abbiamo in questi momenti di incontrare almeno per un attimo qualcuno che ci tenda una piccola mano così da continuare a vivere i nostri giorni nella speranza e nella fiducia per una vita che continua a nascere ancora una volta dentro ciascuno di noi.  Ho pensato a tutto questo accogliendo dentro di me il sorriso di Angela e ho voluto condividerlo con tutti voi per augurarvi Buon Natale e chiedendo a Dio di sorridere ogni giorno di più nella vostra vita. Auguri a tutti e un grande abbraccio a ciascuno di voi insieme ad un grande grazie per l'amore con il quale mi seguite.  

11/12/09

 
<< Se in te rimane la vera Speranza,
la viva Fede nella infinita misericordia di Dio,

Egli verrà! >> 
Santa Caterina da Siena


Aspettiamolo insieme!
                                                                                                               

21/11/09

21 Novembre 2009: ali di libertà e cuore globalizzato


Sto leggendo un libro del Cardinal Martini che ha come titolo "Ali di libertà". Gli rubo il titolo questa mattina per condividere qualcosa in questa giornata che la Chiesa intera dedica a noi claustrali, a delle donne che hanno scelto di vivere la loro vita dietro una grata come questa, per rispondere ad una chiamata di libertà. Oggi più di sempre una grata non è concepita, è simbolo di prigionia, è qualcosa che difficilmente può essere vista come espressione di libertà. Eppure la mia esperienza in 27 anni che vivo la mia vita dentro la clausura è quella di un cammino libero, di un cammino dove la libertà interiore del mio cuore e della mia mente supera milioni di volte i simboli della rinuncia, della separazione, della dipendenza da qualcuno. La clausura è un luogo aperto: nessuno ci è entrato perchè non poteva fare altrimenti e nessuno ci vive dentro perchè non gli permettono di uscire fuori! Oggi, nella mia comunità, abbiamo celebrato l'Eucarestia insieme a tre fratelli missionari: loro sanno, che ognuna di noi qui dentro, lavora al loro fianco, loro sanno che il nostro esistere qui, dietro una grata, ha lo stesso senso del loro andare per le strade del mondo, loro hanno bisogno di viaggiare fino ai confini della terra per raggiungere tutti gli uomini, noi sappiamo che non occorre viaggiare, ma che basta un cuore globalizzato per chiedere al Signore del cielo e della terra di farci diventare un unica famiglia, un cuor solo e un anima sola sulla faccia della terra. Auguri a tutte le claustrali del mondo e auguri a tutti coloro, che con noi e insieme a noi, vogliono una sola cosa: che Cristo sia il cuore del mondo. ciao!