22/06/11

Dio è credibile? Forse non dipende da Lui!


Nei giorni scorsi, la mia diocesi ha fatto un convegno per interrogarsi sulla credibilità o meno di Dio. Ci hanno mandato il poster da appendere fuori dalla chiesa e così l'abbiamo messo sulla bacheca fuori dalla porta della nostra chiesina come facciamo sempre con le notizie diocesane. Non so che effetto ha fatto ai nostri amici e parrocchiani che frequentano abitualmente il nostro monastero, ma a me ha fatto pensare tanto. Il titolo a effetto poteva sembrare provocatorio soprattutto perché era rivolto, penso, soprattutto agli operatori pastorali della diocesi e al loro servizio di testimoni della fede. Non voglio qui analizzare se questo tipo di servizio ecclesiale che ogni cristiano è chiamato a dare, sia più o meno efficace, vero e credibile. No, a me interessa vedere questa provocazione da un’altra angolatura: noi, laici, preti, vescovi, suore, famiglie, singoli o copie, che siamo cristiani, convinti di esserlo con gioia perchè crediamo in Cristo Signore, figlio di Dio, agli occhi di Dio siamo ancora credibili come uomini, come persone capaci di credere in qualcosa, in un Dio per esempio o in un Bene universale che vada bene per tutte le latitudini, in qualcosa che possiamo ancora chiamare verità, gioia o bellezza? Non so cosa risponderebbe Dio, ma io a volte sento come se il nostro essere uomini stia allontanandosi ogni giorno di più dall'immagine di chi ci ha dato la vita. Io non riesco più a trovare dei parametri dentro i quali uno è semplicemente uomo o è qualcos'altro che non riesco nemmeno a definire talmente mi fa male. Intorno a me, vicino o lontano, sento solo parlare di distruzione, di cose che finiscono, di chi si dispera e di chi butta via cuore, sentimenti, persone, amicizie con la stessa facilità con la quale oggi butti nella spazzatura qualcosa che ha la data di scadenza scritta sopra e che magari scade fra qualche mese... ma per prudenza la facciamo scadere prima del tempo per paura di restare intossicati. Mi chiedo se oggi creare una famiglia, sia nel matrimonio sia nella convivenza laica abbia o no con se come corredo una data di scadenza! Mi chiedo se gli eventuali figli, voluti dopo anni di discernimento sull'opportunità o meno di metterli al mondo o nati così in un momento speciale d'amore, siano anch'essi soggetti a dei tempi di valutazione per aver diritto a vivere in una realtà affettiva stabile o se fin dalla primissima infanzia devono mettere nel loro bagaglio culturale, affettivo e umano che un giorno possono ritrovarsi soli senza sapere nemmeno perché sono venuti al mondo e senza sapere chi devono ringraziare per questo dono. Non è che nella vita religiosa vada meglio: a volte senti giovani o meno giovani che ti dicono che Dio ha stravolto la loro vita, che sono disposti a tutto perché ci credono, perché finalmente hanno trovato un senso alla loro vita o hanno deciso di dare la loro vita per il vangelo perché hanno incontrato Cristo e ne hanno fatto una stupenda esperienza che ha colmato tutte le loro attese e poi improvvisamente... divorziano, mollano tutto, danno la colpa di tutto ciò a tutti e a tutto e cambiano strada. E spesso, la loro nuova strada sulla quale camminano non è dentro quella Chiesa, quella famiglia che Dio aveva loro dato e nella quale per anni hanno detto di essere felici. Ma ancora tutto questo è nulla quando pensiamo che una banale lite per un parcheggio finisce in un assassinio per il semplice fatto che la tua vita finisce dove la mia crede di essere l'unica ad occupare un posto al mondo. O quando uccidiamo dei bambini a suon di botte, fisiche o morali o psicologiche per il semplice fatto che non possono difendersi dalle nostre malattie o dalle nostre esigenze di ogni tipo e magari andiamo in piazza a gridare contro i dittatori di tutti i tempi che non permettono ai loro fratelli di vivere una vita che possa ancora chiamarsi umana. Non lo so, ma io continuo a chiedermi se per Dio noi siamo ancora credibili o se anche Lui, guardandoci, non sappia più cosa pensare! Non scrivo queste riflessioni per far polemica o per puntare il dito su qualcuno perché so bene che anch'io forse per tanta gente non sono credibile, ma perché voglio ancora crederci, perché per me Dio non solo è credibile, ma è ancora l'unica persona nella quale credo e credendo in Lui credo ancora nell'uomo, in qualunque uomo o donna o bambino che esista sulla faccia della terra.

6 commenti:

  1. Trovo molta più diffocoltà nel credere nell'uomo, nel suo essere e nelle sue capacità, troppo preso da se stesso e dalla sua invidia, alla ricerca continua della materialità. Forse la speranza è l'unica che nel tempo perisce aldilà di un Dio e dell'uomo, scorre sotto gli occhi e fluisce via senza fermarsi. Fluisce come questi Blog e questo commento, non si sviluppa, non interaggisce, itrappolato in se stesso come un contrasto tra popoli o religioni, perchè ognuno prova a spiegare le proprie ragioni e non si ferma ad ascoltare quelle dell'altro.Forse perchè non esistoni ragioni uniche.
    Saluti e Buoni propositi.

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  2. Cara Maria Carmen,
    era moltissimo tempo che non entravo più sul tuo blog e farlo oggi, per te che credi, potrebbe essere un'ulteriore conferma che dio esiste.
    ho una madre molto credente che purtroppo non riesce a convincermi che la cattiveria di molti uomini (clerici o laci non importa) non dipenda proprio dall'assenza del divino nel mondo.
    O meglio: il divino è senz'altro nella natura, negli animali e nei bambini. Nel resto, purtroppo, per me non c'è.
    Ma non ti nascondo che personalmente continuo a cercarlo nelle creature che ti ho prima elencato e nell'arte.
    Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro, il mio ennesimo lavoro, ma leggere le tue parole vibranti di energia (umana, umanissima, nonostante il ruolo che hai scelto di coprire) mi dà forza.
    continua a cercare dio, anche (anzi, soprattutto) per me.
    Un abbraccio e buona vita

    Alessandra

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  3. Caro Mark, grazie per il tuo commento. Non rispondo mai a chi mi lascia un commento a quello che scrivo per mancanza di tempo ma non ho mai voluto evitare di interaggire con chi mi scrive, anzi, quando ho pensato di fare questo blog ho proprio detto che iniziavo questa condivisione per chiunque fosse interessato a parlare con me di quel che scrivo. Non credo che la speranza sia l'unica cosa a perire nel tempo perchè è il tempo stesso che nutre e mantiene in vita la speranza. E io non mi sento intrapolata dentro a questi contrasti che tu evidenzi ma nella mia libertà so che la vita stessa mi ha insegnato ad ascioltare e ad accogliere le ragioni dell'altro, sia quelle di Dio che quelle dell'uomo. ciao! Maria Carmen

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  4. In questa festa del Carmelo, tantissimi auguri a te e alle tue consorelle

    Pace e benedizione
    Julo d.

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  5. Sì, voglòio essere sincero: credo a volte "siamo quasi noi a fare Dio sulla terra", nel senso che davvero abbiamo la possibilità di renderlo vivo... o di renderlo morto.

    Siamo noi, con le nostre azioni che possiamo cambiare qualcosa, che possiamo quasi "essere Dio", accogliendo Dio.

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  6. perché per me Dio non solo è credibile, ma è ancora l'unica persona nella quale credo e credendo in Lui credo ancora nell'uomo, in qualunque uomo o donna o bambino che esista sulla faccia della terra.
    Faccio mie le tue parole, Maria Carmen! Spesso mi sono chiesta se con il mio vivere io possa essere credibile agli occhi di Dio. Non lo so, ma se continuo a sforzarmi di vedere Lui negli occhi di chi incontro penso di essere ancora in quel minimo credibile. Nel mio cammino spirituale ho faticato molto per sottomettere il mio io alla Sua volontà e solo Lui sa quanta fatica ho fatto e continuo a fare. A volte recalcitra per voler dominare la mia vita, quando desidero portarla avanti come io voglio e non accettandola così come Lui l'ha disegnata per me. La mia cara nonna Anna diceva sempre che nella fatica profusa per seguire gli insegnamenti di Dio c'era il metro per verificare se eravamo o meno nel giusto cammino. E senza disdegnare le erte salite ove improvvisamente ci conduceva.
    Oggi c'è una mentalità che rifugge il sacrificio e la fatica. Anche la nostra vita è da buttare, quando non ci soddisfa più. Aborto prima della nascita, se inaspettato e contro i programmi prefissati, l'eutanasia quando la vita comincia a dare fastido a chi ci circonda. Divorzio per un non nulla nelle famiglie e manifestazioni a favore del diritto ai matrimoni gay. Noi cristiani ci chiediamo mai perché ciò avviene? Dobbiamo riprendere il timone del mondo e cominciare a remare contro la mentalità di questo mondo che ha tolto Dio come punto di riferimento per un Io esasperato che irrimediabilmente ci porta alla deriva senza pace né giustizia!
    Ce n'é ben donde per cui pregare!
    Buona estate a te e alle consorelle! :-)
    Giuliana

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